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La Cima della Rosetta

Un anello e un panorama mozzafiato



“Nel silenzio della montagna la croce della Cima della Rosetta svetta nel cielo azzurro vegliando sulla vallata e sulla sua gente nel nome di Dio”. La frase è scritta su una targa posta sulla vetta, dalla quale si può ammirare una vista mozzafiato a 360 gradi. A catturare l’attenzione sono principalmente la vista su Morbegno e il gruppo del Masino, dove domina il Monte Disgrazia. Volgendo lo sguardo a sud, il colpo d’occhio è sul Pizzo di Olano e il Pizzo dei Galli. L’itinerario può essere percorso sia nelle stagioni calde sia in
quelle fredde, eventualmente muniti di ciaspole, ma avviandoci verso la primavera ci concentreremo su un contesto “al verde”. Il percorso comincia dal Bar Bianco, a poco più di 1500 metri di altitudine. All’esterno del rifugio è presente un parcheggio libero dove si può sostare senza limiti di orario. È bene ricordare che per poter arrivare sul luogo in macchina bisogna acquistare l’apposito pass al punto vendita autorizzato, il Rosa’s Bar, nella piazza centrale di Rasura, al costo di 5 euro per una giornata.
  • Vista su Morbegno dalla vetta

In realtà le vie per la Cima della Rosetta sono due. Una è più diretta mentre l’altra è più lunga e con una curva di dislivello decisamente più graduale. Il consiglio è di percorrerle entrambe creando così un percorso ad anello. Ora ipotizzeremo la salita dal percorso meno impegnativo, il più rilassante, e la discesa da quello più breve. Partendo dal rifugio, si imbocca il sentiero che porta fino all’Alpe Culino. Dopo aver superato un piccolo boschetto di larici la strada comincia a salire fino a giungere alla Baita del Prato (1705 m). Oltrepassata questa, ci si imbatte nei cartelli della Gran Via delle Orobie che indicano il percorso verso il Lago di Culino. Si attraversa un altro piccolo boschetto, quindi si incontra un’altra baita e, poco più avanti, al bivio, si prosegue. La salita continua, con anche un paio di tornanti, fino ai pascoli dell’Alpe Culino dove si può ammirare anche il caratteristico laghetto (1959 m). A questo punto si prosegue verso nord, per poi svoltare a destra e imboccare il sentiero che sale sul fianco della cresta, fino a raggiungere la croce. Ci troviamo sulla vetta della Cima della Rosetta (2147 m), dalla quale si può ammirare un panorama spettacolare su gran parte della Bassa Valtellina e sulle Valli del Bitto.
  • La croce della Cima della Rosetta

Dopo aver scattato qualche foto del paesaggio ed esserci rilassati un po’, cominciamo la discesa dal percorso più breve. È necessario fare molta attenzione, poiché la via, in alcuni tratti, è abbastanza ripida. Inizialmente il terreno è roccioso, quindi la traccia diventa molto chiara. Proseguendo si incontrano dei larici: i segnavia presenti su alcuni tronchi ci aiutano nel mantenere la direzione. Ci si imbatte in un calec, la tipica costruzione per la lavorazione del latte, e subito dopo il sentiero comincia ad essere molto marcato. Dopo una leggera piega a destra, con l’aiuto di altri segnavia si giunge ad una fontana in cemento posta vicino al rudere di un altro calec. Quindi si intercetta nuovamente la Gran Via delle Orobie, riconoscibile da un cartello che indica l’Alpe Tagliata, l’Alpe Piazza e l’Alpe Legnone. Continuando la discesa e facendo sempre riferimento ai segnavia, si arriva ad un terzo calec, prima che una debole traccia di sentiero ci conduca su un tratturo, una pista più larga e sassosa che corre quasi pianeggiante e porta fino a delle baite, a circa 1646 m. Infine, si imbocca un altro tratturo, molto più ripido, che conduce fino ai prati a monte del rifugio Bar Bianco. Siamo giunti alla fine dell’itinerario: ora non resta altro che tornare a casa, farsi una doccia e riposarsi guardando le foto scattate durante la giornata.
  • Il paesaggio sulla Valtellina ammirato dalla vetta

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